Lago Varnis

Il Lago Eterno e la Torre del Cordoglio

Tra le pianure aperte del Dominio di Aerthas, il Lago Varnis giace come una ferita oscura incisa nella terra. La sua riva irregolare, modellata da secoli di erosione silenziosa, si avvolge attorno a un vasto specchio d’acqua immobile dove i riflessi non mostrano mai il cielo — solo ombra.

Una sottile nebbia aderisce spesso alla sua superficie, sollevandosi senza vento né pioggia. Appare all’improvviso, come se fosse il lago stesso a respirare. Nessun uccello canta vicino alle sue rive. Nessun insetto ronza. Solo il suono ovattato dei propri passi accompagna chi si avvicina… e, a volte, la inquietante sensazione di essere osservati.

Al centro del lago si erge la Torre del Cordoglio — una torre alta, nera e solitaria.
Non ha finestre. Nessuna entrata visibile. Nessun ornamento.
È più antica delle mappe, più antica dei regni.
Nessun documento racconta chi l’abbia costruita, né quando.
Il materiale di cui è fatta è sconosciuto — opaco, freddo al tatto, e riflette la luce in modi innaturali.
Studiosi da tutto Aerthas l’hanno esaminata per generazioni. Nessuno ha fatto progressi.
Se la Torre ha una porta, non si è mai aperta.

Coloro che si avventurano troppo vicino parlano spesso di una tensione insopportabile nell’aria — la sensazione di non essere mai veramente soli.
C’è una presenza, dicono, appena fuori dalla vista. Un peso silenzioso alle loro spalle, come se qualcosa stesse proprio sopra la loro spalla, immobile, osservando.

Nessuno si volta mai a guardare.
Non per disciplina — ma per paura.
Una paura così profonda da radicarsi nella colonna vertebrale e sigillare la gola.

Alcuni lasciano il lago in silenzio, pallidi e distanti, come se qualcosa di loro fosse rimasto nella nebbia.
Altri non lo lasciano affatto.

Per la gente del posto, la Torre non è un mistero da risolvere. È una presenza da rispettare, o da temere.
Di notte, il suo nome non viene pronunciato ad alta voce.
E quando la nebbia si solleva dal lago, le porte vengono chiuse e le luci attenuate.


Detti comuni sul Lago Varnis e la Torre del Cordoglio

“Se la Torre chiama, non rispondere.”
Usato per avvertire chi si avvicina troppo al lago o parla troppo liberamente della torre.

“Il lago non riflette mai ciò che lo guarda.”
Si riferisce all’impossibilità di vedere un vero riflesso nelle acque di Varnis.

“Né il tempo né i re apriranno mai la Torre.”
Esprime la convinzione che nessuno, in nessuna epoca, riuscirà mai a entrare nella torre.

“Quando la nebbia si alza, chiama i tuoi figli a casa.”
Un modo di dire usato dalla gente del posto per indicare una situazione pericolosa.

“Non contare le onde di Varnis, non ascoltare il loro numero.”
Una vecchia superstizione che vieta di contare le increspature del lago, per timore di attirare l’attenzione della Torre.

"Ogni anima trova il proprio cammino.
Alcune incontrano la calma, altre il caos.
La morte arriva, ma il modo in cui la affrontiamo spetta a noi sceglierlo."

Serath Eilun, capitolo IX