Si dice che la Morte, un tempo, fosse sola.
Nel passato, arrivava in silenzio. Non faceva rumore, non imponeva paura. Si chinava sul corpo e lo accompagnava via, come una fine naturale, inevitabile.
Poi è cambiato tutto. Con l’Era del Ferro, gli uomini hanno cominciato a morire combattendo, resistendo, urlando. E da quel dolore è nato qualcos’altro. Non un dio, non un demone. Un istinto. Una forza che non accetta la fine, che non conosce pace.
Così è nato il Drago.
Il Drago nasce dal dolore. Arriva di colpo, senza preavviso. Spacca ciò che trova, trascina via ogni cosa.
Ora ci sono entrambi. La fine che accoglie, e quella che travolge. Nessuno sceglie. Nessuno scappa.
Lei è la fine che si accoglie — la morte che giunge senza violenza.
Si dice che appaia quando l’anima ha già oltrepassato a metà il velo, in luoghi dove il tempo si ferma e il cuore non oppone più resistenza.
Nessuno sa esattamente quale sia il suo aspetto. Alcuni la vedono con lunghi capelli bianchi come cenere, altri la ricordano avvolta in un manto nero tessuto di piume o di nebbia. Alcuni giurano che cammini in armatura, come un’antica regina di un regno dimenticato.
E talvolta — anche se nessuno concorda sul perché — porta una spada. Come se fosse per qualcosa che deve ancora venire. O per qualcosa già compiuto.
“Se sogni piume nere nel vento, non svegliarti — lei è già con te.”
— Detto comune dalle Terre di Valdorn
Il Drago Bianco è la furia della fine.
Non viene per placare, ma per concludere. Dove la paura si fa acciaio e le urla riempiono l’aria, egli cala — silenzioso, spietato, eterno.
Le sue ali si distendono come tempeste, e nei suoi occhi non vi è luce. Alcuni dicono che il suo corpo arda di fuoco accecante; altri lo descrivono come ossa alate, un vessillo d’ira. Lo si vede solo un istante prima del nulla.
Non chiama. Non attende. Colpisce dove la morte non è accettata, ma strappata via.
“Dove il cielo si infrange e il sangue canta, là egli discende.”
— Frammento di un canto di guerra Skel
Flos nivis
Neryll è il custode di un fiore speciale e raro. Quando la Donna in Nero arriva, il suo destino si legherà per sempre al suo segreto più caro.
Semper Mecum
Uren lascia il villaggio in cerca di libertà, trova un tesoro nascosto, ma la sua ambizione lo porta sull’orlo del precipizio. Una misteriosa donna lo salva, rivelando un destino più oscuro.
Lei non mi ha mai toccato. Ho semplicemente smesso di respirare.
Le sue ali erano fuoco, ma non ho sentito dolore.
Lei è giunta con il silenzio, ma ho udito ogni cosa.
Dicono che ci sia un momento prima della fine… e in quel momento, scegliamo.
Una singola piuma è passata davanti a me. Non ho mai visto il suo volto.
Sono fuggito da lui finché il fuoco non era dietro ai miei occhi.
C’era una mano sulla mia spalla, ma nessuna ombra dietro di me.
"Ogni anima trova il proprio cammino. Alcune incontrano la calma, altre il caos. La morte arriva, ma il modo in cui la affrontiamo spetta a noi sceglierlo."
Serath Eilun, capitolo IX